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Gianfranco Baruchello

nasce a Livorno nel 1924, vive e lavora tra Roma e Parigi.

Gianfranco Baruchello

Si avvicina dai tardi anni Cinquanta alle più aggiornate correnti europee ed americane, mantenendo una ricerca indipendente. L'autonomia dei sistemi di pensiero e azione che ha costantemente perseguito è tra i tratti che maggiormente caratterizzano il suo lavoro, sviluppato in parallelo e "in solitario" rispetto alle tendenze dominanti.

Conosce Marcel Duchamp nel 1962. Tra le collaborazioni figurano Felix Guattari, David Cooper e Jean-François Lyotard, che ha pubblicato un libro su Baruchello (La pittura del segreto nell'epoca postmoderna, 1982).

Oltre al cinema e al video – che sperimenta dal 1963 – la sua ricerca si esprime attraverso il disegno, la pittura, l'activity, la scrittura e la poesia, l'oggetto, lo happening a distanza e l'installazione, allontanandosi progressivamente dai linguaggi tradizionali e forzando le frontiere della sperimentazione. L'interesse per la catalogazione e l'archivio, le operazioni di assemblaggio di oggetti comuni, le interazioni di confine tra arte, agricoltura e zootecnia, la scelta di operare con il nome di società fittizie o reali, sono soltanto alcuni degli aspetti del lavoro di Baruchello.

Tra i suoi progetti, pubblicati in forma di libro: Mi viene in mente (Milano, 1966), La quindicesima riga (Roma, 1968), Avventure nell'Armadio di plexiglass (Milano, 1968), La Stazione del Conte Goluchowsky (Lugo-Ravenna, 1978), L'altra casa (Parigi, 1979), Agricola Cornelia S.p.A. (Milano, 1981), Bellissimo il giardino (Lugo, 1989), Cosa guardano le statue (Ravenna, 2003). Tra i saggi: How to Imagine (con H. Martin, New York, 1983), Why Duchamp (con H. Martin, New York, 1985).

Dopo la prima personale del 1963 presso la Galleria La Tartaruga di Roma, il suo lavoro è stato oggetto di numerose esposizioni in prestigiose sedi internazionali, tra cui la galleria du Cercle (1962) e la galleria Yvon Lambert (1967) di Parigi, le gallerie Sidney Janis (1962) e Cordier & Ekstrom (1964, 1966) di New York, i musei MoMA (1965 e 1970) e Guggenheim di New York (1966, 1969 e 1970), il Palais des Beaux-Arts (1967 e 1974) di Bruxelles, la galleria Buchholz (1971, 1979, 1985) e la galleria Michael Hasenclever (1988, 1989, 1998, 2005) a Monaco, la Galleria Milano a Milano (1981, 1985, 1987, 1995, 2002, 2008, 2011), il Museum of Contemporary Art di Chicago (2009), il Musée d'Art Moderne (1968, 1970, 1975 e 1976) e il Centre Pompidou (1989, 2000, 2001, 2006, 2009, 2010 e 2011) entrambi di Parigi, il MACRO di Roma (2006, 2012), la Serpentine Gallery di Londra (2011). Recentemente ha esposto a Bruxelles (galleria Greta Meert, 2004, 2006, 2010), a Berlino (galleria Michael Janssen, 2009), a Roma (RAM, 2012, 2013).

Baruchello ha partecipato a dOCUMENTA a Kassel (1976, 2012) e a numerose edizioni dell'Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia (1972, 1976, 1980, 1986, 1988, 1990, 1993 e 2011). Nel 1998 nasce la Fondazione Baruchello, mentre è del 2011 una grande mostra antologica presso la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.